L’esperienza è la nuova valuta del commercio. Chi non la offre, esce dal mercato.

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L’esperienza è la nuova valuta del commercio. Chi non la offre, esce dal mercato.

18 Gennaio 2026

Amici e colleghi, benvenuti nella stanza dei bottoni dell’intermediazione immobiliare commerciale.

Il retail post-pandemico ha perso la sua innocenza: non c’è più spazio per l’improvvisazione. Il cliente è cambiato, il negozio fisico pure.

Ne ho parlato con due professionisti che conoscono il settore da dentro: Raffaele Naim, Head of Retail in Josas Immobiliare, e Maria Teresa D’Acunzo, Real Estate Manager specializzata negli investimenti. Dal loro confronto emerge una verità chiara: l’esperienza è la nuova moneta del retail.

Dal prodotto all’esperienza

Il negozio non è più un punto vendita, ma un punto d’incontro.

Naim lo dice con lucidità: “Se non c’è esperienza, la gente non ha motivazione per raggiungere il punto vendita fisico.”

Oggi l’obiettivo non è vendere, ma giustificare la visita. Accoglienza, servizi e storytelling costruiscono la fidelizzazione. Il digitale ha semplificato la transazione, ma non può sostituire la relazione.

Lo dimostra Enel, che sceglie di aprire store fisici per offrire prossimità e fiducia. Il call center è un algoritmo. Il negozio è un volto.

I nuovi confini del retail

La pandemia ha ridefinito la geografia del commercio. Le secondary street e i quartieri periferici non sono più un ripiego: sono la nuova frontiera strategica.

Qui si trovano metrature più ampie, costi più razionali, rendimenti più equilibrati. Sono le “microcittà” del retail contemporaneo, dove la densità abitativa e lo smart working alimentano un flusso costante e autentico.

Per gli investitori, come ricorda D’Acunzo, settori solidi come GDO, sanità, food e servizi alla persona sono oggi l’equivalente moderno dei beni rifugio.

Il nuovo ruolo del consulente immobiliare

La vera trasformazione è culturale. Il rapporto proprietario-conduttore non è più contrapposizione, ma sinergia imprenditoriale.

Il proprietario evoluto guarda oltre il canone massimo e valuta il progetto, la sostenibilità e la credibilità del retailer. E qui entra in gioco il consulente immobiliare: non più semplice mediatore, ma interprete del mercato, capace di leggere flussi, format, trend internazionali

Il valore non è nel database, ma nella competenza sul campo. Come dice Maria Teresa D’Acunzo, “i clienti credono di saperne sempre più di te, magari talvotla è anche vero, ma è la passione e la presenza su strada che fanno la differenza”.

Il mercato immobiliare commerciale è come un ristorante stellato: la location conta, ma senza servizio, competenza e visione nessuno torna una seconda volta. Chi vuole restare rilevante deve riscoprire il valore dell’esperienza, della relazione e della consulenza.

È lì che nasce il futuro del retail.

È lì che si costruisce — ancora — valore reale.

Link all’ intervista https://youtu.be/EAICoT3k41I